La prigionia alleata in Italia e il mito degli “italiani brava gente”

Isabella Insolvibile inaugura il ciclo “Ché Storia” a Foggia

Giovedì 5 marzo 2026 alle ore 18.30, nella sala “Rosa del Vento” della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia (via Arpi 152), prende il via il nuovo ciclo di incontri “Ché Storia. Racconti contemporanei in Fondazione”.

Ad aprire il programma sarà la professoressa Isabella Insolvibile, con un intervento dedicato a “La prigionia alleata in Italia. 1940-1943”, un tema centrale per comprendere una delle pagine più complesse della storia italiana del Novecento.

L’incontro sarà introdotto dai saluti istituzionali del presidente della Fondazione, Filippo Santigliano, e sarà condotto dalla giornalista Mara Cinquepalmi.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.


Il ciclo “Ché Storia”: comprendere il Novecento per interrogare il presente

Promosso dalla Fondazione dei Monti Uniti, il ciclo di incontri nasce con l’obiettivo di offrire strumenti critici per leggere il Novecento attraverso il rigore della ricerca storica, mettendo in dialogo passato e presente.

Il primo appuntamento affronta il tema della prigionia dei militari alleati in Italia durante la Seconda guerra mondiale, prendendo spunto dal saggio della professoressa Insolvibile per ampliare la riflessione su:

  • il funzionamento dei sistemi di detenzione in tempo di guerra
  • le responsabilità delle potenze detentrici
  • il rapporto tra popolazione civile e prigionieri
  • la costruzione e decostruzione dei miti nazionali

70.000 prigionieri tra il 1940 e il 1943

Tra il 1940 e il 1943, circa 70.000 soldati alleati furono prigionieri in Italia. Catturati principalmente sui fronti africani, vennero detenuti in campi dislocati in quasi tutte le regioni italiane, dando vita a uno specifico universo di cattività, oggi ricostruito per la prima volta nella sua interezza.

L’Italia della Seconda guerra mondiale non fu in grado di rispettare pienamente i propri doveri di potenza detentrice: la miseria che colpiva la popolazione civile ebbe conseguenze anche sui prigionieri. In alcuni casi, le autorità dei campi si resero responsabili di veri e propri crimini di guerra.

La prigionia alleata rappresenta così uno dei luoghi della storia in cui si infrange il mito consolatorio degli “italiani brava gente”, restituendo una pagina complessa e spesso rimossa del conflitto.


Isabella Insolvibile: storica militare e della Shoah

Nata a Napoli nel 1978, Isabella Insolvibile è professoressa associata di Storia contemporanea presso l’Università telematica Mercatorum. Laureata con lode all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, ha conseguito due dottorati di ricerca con il massimo dei voti.

Storica militare e della Shoah, si occupa in particolare di Resistenza, prigionia e crimini di guerra. Ha collaborato con la Fondazione Museo della Shoah di Roma e con Rai Cultura – Rai Storia.

È membro del comitato di redazione della rivista scientifica “Storia e problemi contemporanei” e ricopre incarichi scientifici in istituti di ricerca nazionali. Nel gennaio 2026 è stata nominata Presidente dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (Irsifar).

Nel corso della sua carriera ha partecipato a progetti di ricerca italiani e internazionali, collaborando con istituzioni accademiche e centri di studio in Europa e Australia.


Informazioni utili

Evento: La prigionia alleata in Italia. 1940-1943
Ciclo: Ché Storia. Racconti contemporanei in Fondazione
Data: giovedì 5 marzo 2026
Orario: 18.30
Luogo: Fondazione dei Monti Uniti, sala “Rosa del Vento”, via Arpi 152 – Foggia
Ingresso: libero fino a esaurimento posti