Connessioni Future 2025: educazione, creatività e nuovi linguaggi al centro della seconda giornata del festival

La seconda giornata di Connessioni Future 2025, il festival promosso dalla Fondazione di Sardegna, ha posto al centro del dibattito tre assi fondamentali per lo sviluppo dell’isola: educazione, cultura e creatività, interpretati attraverso il contributo di docenti, progettisti culturali, scuole e protagonisti del mondo dell’innovazione artistica.

Una giornata intensa, ricca di visioni e di pratiche, in cui il tema della connessione – filo conduttore dell’edizione 2025 – è stato declinato come relazione, responsabilità e generazione di senso, andando oltre l’idea puramente tecnica dello “scambio” per aprirsi a una riflessione più ampia sulla costruzione contemporanea dei significati.


Un’apertura dedicata alla visione educativa della Fondazione

A introdurre i lavori è stato Carlo Mannoni, Direttore Generale della Fondazione di Sardegna, che ha evidenziato il cuore dell’identità del festival:

“Connessioni Future non nasce per raccontare soltanto la tecnologia, ma per esplorare le idee e le pratiche che rendono la Sardegna un luogo in cui cultura e innovazione dialogano.”

Mannoni ha ricordato il ruolo strategico degli investimenti in educazione – dai bandi Tech Education e Scuola Bene Comune ai progetti dedicati alla creatività – come pilastri di lungo periodo per uno sviluppo realmente inclusivo.


Mattinata con le scuole: talenti, competenze e nuove pratiche di apprendimento

La prima parte della giornata è stata dedicata agli istituti superiori, con workshop esperienziali e interventi di:

  • Rossella Porcheddu, Fondazione di Sardegna
  • Eugenia Ferrara, Fondazione Golinelli
  • Marina Cei, I.C. “G.M. Gisellu” di Dorgali

Porcheddu ha ribadito l’impegno della Fondazione nel garantire pari opportunità educative, evidenziando come i bandi dedicati alla scuola agiscano su due livelli complementari: da un lato, lo sviluppo delle competenze digitali e imprenditoriali; dall’altro, il rafforzamento delle comunità educanti, necessarie per contrastare la dispersione scolastica.

Ferrara ha portato l’esperienza della Fondazione Golinelli, sottolineando la centralità della didattica laboratoriale e della multidisciplinarità come strumenti per liberare creatività e pensiero critico.

Cei ha testimoniato l’importanza della scuola come spazio di inclusione e valorizzazione delle diversità, ricordando che percorsi culturali gratuiti – teatro, fotografia, musica, scienza – possono incidere concretamente sui tassi di abbandono scolastico.


Apprendimento, futuro e creatività: la riflessione di Davide Coero Borga

Nel suo intervento, Davide Coero Borga ha offerto una retrospettiva a partire dal futuro, raccontando come cooperazione, curiosità e apprendimento siano state – e restino – le strategie evolutive fondamentali per l’umanità.
Ha inoltre messo in luce il ruolo crescente dell’alleanza tra discipline scientifiche e creative, oggi sempre più essenziale per interpretare la complessità del mondo.


Cristiana Collu: vedere, creare, abitare la contemporaneità

Il momento culminante della giornata è stato l’intervento di Cristiana Collu, direttrice della Fondazione Querini Stampalia.

La sua relazione, intensa e concettuale, ha esplorato il rapporto tra visione, responsabilità culturale e gesto creativo, restituendo un’interpretazione profonda del tema della connessione.

Collu ha ricordato che:

  • “Vedere significa entrare in relazione”;
  • la creazione artistica custodisce ciò che non può essere delegato agli algoritmi: imprevisto, errore, soggettività;
  • connessione, legame e contaminazione non sono concetti astratti, ma pratiche concrete di presenza nel mondo.

Ha concluso invitando a coltivare curiosità e disponibilità all’incontro, strumenti fondamentali per abitare la contemporaneità con consapevolezza.


Bandi annuali della Fondazione: continuità e sperimentazione

Nel pomeriggio, Mannoni e Porcheddu hanno illustrato la struttura dei Bandi Annuali della Fondazione di Sardegna.
È emerso un quadro solido e strategico:

  • crescita prevista delle erogazioni nei prossimi anni
  • equilibrio tra strumenti ordinari e linee sperimentali
  • forte attenzione alla professionalizzazione del settore culturale
  • potenziamento di workshop, residenze e masterclass

Porcheddu ha sottolineato che i bandi non sono solo strumenti finanziari, ma occasioni per rafforzare competenze, reti e progettualità, orientando la crescita dei pubblici e la coesione sociale.


ARS, Artijanus/Artijanas, Artificio: tre visioni per un ecosistema culturale in trasformazione

La giornata è proseguita con un focus su tre progetti simbolo della Fondazione:

ARS – Arte Condivisa

Presentato da Franco Carta e Alessandro Biggio, ha celebrato dieci anni di lavoro che hanno trasformato la collezione della Fondazione in un patrimonio diffuso, fatto di collaborazioni, mostre condivise, percorsi formativi e produzioni editoriali di qualità.

Artijanus/Artijanas

Presentato da Barbara Argiolas e Barbara Cadeddu, valorizza l’artigianato sardo attraverso design contemporaneo, residenze creative e competenze per l’innovazione.
Un ponte tra tradizione e nuove professioni creative.

Artificio

Illustrato da Graziano Di Paola e Andrea Concas, unisce creatività digitale, formazione e produzione culturale, sperimentando nuovi linguaggi e tecnologie applicate all’arte.
Un ambiente fluido che forma nuove professionalità e apre opportunità anche fuori dall’isola.


Il ruolo dell’Accademia: talento e territorio

Nel dialogo introduttivo con Mannoni, Daniele Dore, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, ha ribadito il ruolo centrale dell’istituzione:

“Coltivare talenti richiede un terreno fertile, che guidi la creatività senza imbrigliarla.”

Ha sottolineato il valore delle collaborazioni con il territorio e la necessità di percorsi che uniscano competenze tecniche e capacità progettuali, preparandone gli studenti a un ecosistema culturale in continua trasformazione.


Conclusioni: connessioni come responsabilità condivisa

Nelle conclusioni, il Presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu ha sintetizzato il senso profondo della giornata:

“Le connessioni non sono solo scambi, ma responsabilità. Ogni relazione culturale nasce dal modo in cui guardiamo il mondo e dal modo in cui scegliamo di abitarlo.”

Spissu ha evidenziato come il dialogo tra educazione, tecnologia, arte e ricerca indichi una direzione chiara: creare contesti capaci di generare significato, non soltanto innovazione.


Una chiusura in musica

La giornata si è conclusa con la performance di Pierpaolo Vacca e DJ Cris, che ha accompagnato il pubblico in un attraversamento sonoro coerente con lo spirito del festival: un incontro di linguaggi diversi, tra tradizione e nuove sperimentazioni.

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