Connessioni Future 2025: visioni, strategie e dialoghi per la Sardegna che cambia

Il racconto completo della prima giornata del festival della Fondazione di Sardegna

Sassari, 11 novembre 2025 – Negli spazi dell’Ex Ma.Ter si è inaugurata la terza edizione di Connessioni Future, il grande appuntamento annuale promosso dalla Fondazione di Sardegna e dedicato alla costruzione di una visione condivisa sul futuro dell’isola. Un festival che mette al centro tre assi strategici – connessioni, educazione e cultura, innovazione – e che anche quest’anno si presenta come un laboratorio aperto in cui istituzioni, ricercatori, associazioni, imprese e cittadini si confrontano sui cambiamenti in atto e sulle sfide che attendono la Sardegna.

La giornata inaugurale, interamente dedicata al tema delle connessioni, è stata moderata dalla giornalista Laura Fois, che ha guidato un dialogo ricco, plurale e orientato alla costruzione di una prospettiva di lungo periodo.


Un’apertura all’insegna della collaborazione territoriale

Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, che ha rivolto un saluto alle comunità presenti ricordando l’importanza strategica dell’evento per la città e per l’intera area vasta del Nord Sardegna.

Il sindaco ha enfatizzato la necessità di investire su un ecosistema della conoscenza capace di generare capitale umano:

“Oggi più che mai dobbiamo costruire infrastrutture materiali e immateriali, percorsi educativi e spazi condivisi che permettano alle giovani generazioni di immaginare e costruire la Sardegna del futuro. Connessioni Future rappresenta un luogo di incontro prezioso per rafforzare la rete cittadina e metropolitana della formazione e dell’innovazione”.


La visione della Fondazione: territori, relazioni, futuro

Il presidente della Fondazione di Sardegna Giacomo Spissu, intervistato dal direttore de La Nuova Sardegna Luciano Tancredi, ha sottolineato la scelta di rendere Sassari la sede stabile del festival, in un’ottica di radicamento territoriale e di apertura alla comunità.

“Sassari è un punto d’incontro tra intelligenze, competenze e istituzioni. Portare qui Connessioni Future significa ribadire la volontà della Fondazione di essere presente, riconoscibile e vicina alle esigenze dei territori. Il futuro della Sardegna si costruisce rafforzando le relazioni umane prima ancora che quelle digitali”.

Spissu ha ricordato i principali assi strategici dell’ente: contrasto alla dispersione scolastica, sostegno alla ricerca, promozione della cultura, attenzione ai temi dell’innovazione tecnologica, delle reti sociali e della coesione territoriale.

Durante il dialogo sono stati illustrati anche i due nuovi spazi culturali che entreranno nel patrimonio della Fondazione: Palazzo Sanna Cavanna a Sassari e il Chiostro di San Francesco a Cagliari, pensati come luoghi di sperimentazione, produzione culturale, divulgazione scientifica e partecipazione attiva.

“Li immaginiamo come spazi aperti alla città – luoghi vivi, capaci di accogliere idee, progetti, ricerche e relazioni. Un investimento nel tessuto culturale che guarda alle nuove generazioni e alla costruzione di una comunità più coesa e consapevole”.


Il Piano Triennale 2026-2028: sostenibilità, impatto, visione

Uno dei momenti centrali della giornata è stata la presentazione del Piano Triennale 2026–2028, con gli interventi del direttore generale Carlo Mannoni, di Daniele Tronci (Area Finanza) e Rossella Porcheddu (Area Progettazione).

Il nuovo piano prevede numeri di grande rilievo:

  • 150 milioni di euro di erogazioni complessive entro il 2028
  • 120 milioni di euro per il Fondo di stabilizzazione delle erogazioni
  • una dotazione patrimoniale in crescita fino a 1,1 miliardi di euro

Secondo Mannoni, l’obiettivo principale è garantire continuità e sostenibilità:

“Il nostro compito è tradurre la solidità patrimoniale in valore per le comunità. Un patrimonio che cresce ci consente di programmare con visione, di sostenere progetti credibili e di accompagnare territori che vogliono innovare senza perdere la propria identità”.

Il piano introduce inoltre quattro linee tematiche pluriennali – educazione, innovazione, cultura e sociale – pensate per generare impatti duraturi e misurabili. Queste linee si affiancheranno ai bandi annuali e alle iniziative in partnership con università, enti locali, terzo settore e imprese culturali e sociali.


Il punto di vista della Regione Sardegna

La presidente della Regione Alessandra Todde ha portato un contributo politico e strategico molto atteso, evidenziando la convergenza tra l’azione della Regione e quella della Fondazione.

“Solo una collaborazione stabile tra Regione e Fondazione potrà affrontare fenomeni strutturali come la dispersione scolastica, la povertà educativa, le disuguaglianze territoriali. Dobbiamo lavorare insieme per restituire opportunità ai giovani, ai fragili e alle comunità interne”.

Todde ha richiamato inoltre l’importanza dell’Einstein Telescope, grande progetto internazionale che potrebbe portare in Sardegna una nuova economia della ricerca, della scienza e dell’innovazione.

Durante il dialogo pubblico con Spissu, moderato da Luciano Tancredi, la presidente ha affrontato anche i temi della pianificazione energetica, della transizione ecologica e della necessità di un confronto pubblico informato, non ideologico.

“Serve equilibrio: dobbiamo proteggere il paesaggio ma al tempo stesso garantire energia pulita e accessibile. La qualità della vita e la competitività delle imprese dipendono da questo”.


Acri: innovazione e coesione sociale come missione delle fondazioni

Il presidente di Acri Giovanni Azzone ha portato una riflessione ampia sul ruolo nazionale delle fondazioni:

“Il tema delle connessioni è la nostra missione: rendere forti le comunità significa favorire insieme innovazione e coesione sociale. Non c’è progresso senza equità, e non c’è equità senza innovazione”.

Azzone ha richiamato anche l’urgenza di affrontare il fenomeno dei NEET, una delle fragilità più gravi del Paese:

“Le fondazioni possono essere un ponte tra scuole, terzo settore e imprese, creando percorsi di orientamento, formazione e inserimento lavorativo. Non possiamo permetterci di perdere una generazione”.


Musica e immagini per chiudere la prima giornata

La giornata inaugurale si è conclusa con una suggestiva performance del musicista Gavino Murgia, che ha mescolato suoni e immagini in un dialogo evocativo e multisensoriale, perfetto per sintetizzare l’anima del festival: un luogo di incontro, contaminazione e immaginazione condivisa.


Connessioni Future 2025: un festival che cresce

Con questa prima giornata, Connessioni Future 2025 ha confermato la propria identità di spazio pubblico di riflessione e di progettazione, aperto a tutte le componenti della società sarda.

Nei prossimi giorni il festival affronterà gli altri due poli fondamentali – educazione e cultura, innovazione – con workshop, masterclass, tavole rotonde e incontri aperti al pubblico.

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