“Una esecuzione memorabile”: a Foggia Alessandro Campi riflette sul caso Giovanni Gentile

Grande partecipazione per il nuovo appuntamento di “Ché Storia” alla Fondazione dei Monti Uniti

Prosegue con crescente interesse il ciclo
👉 “Ché Storia. Racconti contemporanei in Fondazione”, promosso dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, che giovedì 7 maggio 2026 ha ospitato il professor Alessandro Campi, ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università di Perugia e presidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano.

L’incontro, ospitato nella sala “Rosa del Vento”, è stato dedicato alla presentazione del volume
👉 “Una esecuzione memorabile. Giovanni Gentile, il fascismo e la memoria della guerra civile” (Le Lettere, 2025), vincitore del Premio FiuggiStoria 2025 per la saggistica.


Un grande interesse per la storia contemporanea

La serata ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, confermando il successo della rassegna e il crescente interesse verso i temi della storia contemporanea e del dibattito culturale.

A moderare l’incontro è stato il giornalista Micky De Finis, che ha guidato il dialogo con l’autore approfondendo alcuni dei passaggi centrali del volume.


Giovanni Gentile e il significato di uno spartiacque storico

Nel corso del confronto, Alessandro Campi ha spiegato il senso del titolo del libro, soffermandosi sul valore storico e simbolico dell’uccisione di Giovanni Gentile, avvenuta il 15 aprile 1944.

“La morte di Gentile non è stata uno dei tanti thriller politici della storia italiana. È stata uno spartiacque storico. Con Giovanni Gentile finisce una certa idea di Italia e inizia una fase nuova”, ha affermato Campi nel corso dell’incontro.

Secondo lo studioso, il caso Gentile non può essere interpretato attraverso letture ideologiche semplificate o polarizzate.


Oltre le contrapposizioni ideologiche

Campi ha evidenziato come le due narrazioni opposte — quella del filosofo fascista e complice del nazismo e quella del martire innocente della violenza partigiana — rappresentino entrambe una riduzione della complessità storica dell’evento.

Nel volume, l’autore affronta il cosiddetto “caso Gentile” da una prospettiva diversa rispetto al tradizionale dibattito su esecutori e mandanti dell’omicidio.

L’attenzione si concentra invece:

  • sulle motivazioni ideali e culturali che portarono Gentile ad aderire alla Repubblica Sociale Italiana dopo l’8 settembre
  • sul significato politico e simbolico della sua morte
  • sul rapporto tra memoria, identità nazionale e guerra civile italiana

Una riflessione sul Novecento italiano

L’uccisione di Gentile viene così riletta come uno dei momenti cruciali del passaggio dall’Italia fascista all’Italia repubblicana e antifascista.

Il saggio propone una riflessione più ampia sui meccanismi della memoria storica e sulle fratture che continuano ancora oggi a attraversare il racconto pubblico del Novecento italiano.


Pubblico numeroso e confronto partecipato

L’incontro ha coinvolto:

  • studiosi
  • docenti
  • insegnanti
  • studenti
  • appassionati di storia

confermando la capacità della rassegna “Ché Storia” di dialogare con pubblici differenti e generazioni diverse.


I prossimi appuntamenti di “Ché Storia”

Il ciclo promosso dalla Fondazione dei Monti Uniti proseguirà nelle prossime settimane con nuovi incontri dedicati ad alcune delle vicende più significative e controverse della storia italiana contemporanea.

Tra i prossimi appuntamenti:

  • 29 maggio 2026“Il delitto Matteotti” con Mauro Canali
  • 12 giugno 2026“L’omicidio di Piersanti Mattarella. L’Italia nel mirino” con Miguel Gotor

Fondazione Monti Uniti e divulgazione storica

Con “Ché Storia”, la Fondazione dei Monti Uniti continua il proprio percorso di promozione culturale, proponendo incontri capaci di coniugare rigore scientifico e divulgazione pubblica.

Un progetto che mira a offrire strumenti di comprensione del presente attraverso il confronto con storici, studiosi e protagonisti del dibattito culturale contemporaneo.