Spazio Acrobazie

Spazio Acrobazie, Laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica programma di workshop e laboratori con artisti rivolto alla popolazione detenuta della Casa di reclusione Calogero di Bona Ucciardone di Palermo, triennio 2002-2024 è sostenuto da Fondazione Sicilia e Fondazione con il Sud e realizzato da associazione acrobazie in partnership con ruber contemporanea e con l’ausilio dei seguenti partner: Casa di reclusione Ucciardone Calogero Bona Palermo • Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna per la Sicilia • Istituto penale per minorenni Palermo • ASP Palermo • Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari • Gam Palermo • Cultural Welfare Center • Fondazione Teatro Massimo • Next. Nuove energie x il territorio • Palermo Mediterranean Gateway • Museo Riso • Palazzo Abatellis • Cricd – Centro Regionale Inventario, Catalogazione e Documentazione • Palermo Football Club • MSC Sicilia

Il progetto Spazio Acrobazie. Laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica, è frutto della condivisone di intenti con differenti partner che provengono rispettivamente dal mondo della detenzione, della sanità, della cultura e della giustizia. In particolare, dallo scambio intercorso con la direzione delle strutture carcerarie presenti sul territorio, e dall’ascolto degli stakeholder come DAP, Magistratura di sorveglianza, UEPE, Garante dei detenuti, etc.

Il progetto nasce con l’obiettivo di creare “presidi artistici/creativi” sia all’interno delle carceri cittadine che all’esterno, per coinvolgere nuove fasce della popolazione carceraria, includendo non solo le persone detenute ma anche le famiglie degli stessi. In linea con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Spazio Acrobazie si basa sul riconoscere come fondamentale l’adozione della pratica artistica sia per l’apprendimento delle soft skills e l’umanizzazione dei rapporti, nella logica delle Medical Humanities, che per la capacità di suggerire nuovi stili di vita, anche attraverso la riqualificazione degli stessi spazi.

In particolare, l’arte contemporanea e più in generale le arti visive, adottate come nuovo modello di formazione e di interazione con le comunità in contesti non artistici (istituzioni sanitarie e penitenzia- rie), stanno rappresentando sia a livello nazionale che internazionale un campo di sperimentazione di grande potenzialità, di cui solo in anni recenti si sta provando a misurarne gli impatti e le ricadute reali, come rivela il recente studio “What is the evidence on the role of the arts in improving Health and well- being (2019)”, realizzato dalla World Health Organization, che per la prima volta ha messo a sistema le evidenze scientifiche emerse negli ultimi venti anni.

Nello specifico, Spazio Acrobazie utilizza l’arte contemporanea come strumento di cambiamento in contesti non artistici e mira a creare un innovativo modello di “servizi” che funziona come cerniera tra il dentro e il fuori, utilizzando l’arte e la creatività̀ come occasione di formazione, di riqualificazione degli spazi detentivi e come formula produttiva in grado di migliorare l’immagine e il posizionamento, anche economico, di quanto prodotto dal sistema carcerario. Un modello basato sul coinvolgimento attivo di operatori penitenziari, socio-sanitari e culturali e sulla creazione di una rete stabile, funzionale a generare un’offerta culturale in grado di tenere insieme integrazione sociale e opportunità̀ formative e sostenibilità̀ nel settore culturale.

Da una parte, per garantire ai nuovi partner del progetto il modello formativo sperimentato con l’intento di migliorare le relazioni tra interno ed esterno, tra detenuti e i diversi operatori (penitenziari, socio- sanitari, culturali) attraverso processi partecipativi e accessibili, allargati per la prima volta anche alle famiglia; dall’altra, un processo che operi sia come attivatore delle capacità relazionali, che come “laboratorio” produttivo per creare commesse lavorative che possano garantire la sostenibilità̀ nel tempo del progetto, stimolando e facilitando l’entrata dei soggetti fragili nel mondo del lavoro. Si tratta di attivare innovativi percorsi di riabilitazione in cui la pratica

artistica diventa occasione per misurare la tenuta psicologica e l’affidabilità̀ dei soggetti coinvolti.

Spazio Acrobazie utilizza il workshop con gli artisti come dispositivo relazionale attraverso cui far scaturire la produzione di opere d’arte contemporanea, selezionandoli in base agli obiettivi annuali e alle collaborazioni attivate. Gli artisti scelti saranno invitati sia per realizzare e guidare interventi site specific partecipati, in vista della riqualificazione di alcune aree degli spazi detentivi con opere d’arte calibrate sui bisogni reali del luogo e dell’utenza che la abita.

Spazio Acrobazie prevede tre differenti setting operativi:

  1. Formazione attraverso lezioni di arte contemporanea, visite guidate nei musei – workshop e laboratori con artisti finalizzati all’acquisizione di nuove competenze relazionali funzionali alla creazione di gruppi eterogenei che mettano insieme mondi rigidamente separati in vista di mostre e di progetti di comunicazione;
  2. Produzione di opere e oggetti attraverso la formula del workshop con artisti e designer in collaborazione con i destinatari del progetto;
  3. Riqualificazione di spazi e aree comuni attraverso la formula del workshop con artisti in collaborazione con i destinatari del progetto e con la supervisione di consulenti tecnici

Spazio Acrobazie costituisce un format innovativo perché́:

  • utilizza la pratica artistica come strumento di interazione e di scambio fra mondi solitamente rigidamente separati e accompagna il gruppo misto di operatori/persone detenute e famiglie nell’acquisizione di nuove competenze e sensibilità̀.
    • promuove, attraverso la produzione artistica, un’immagine nuova del disagio e della diversità̀ associata alla bellezza e alla creatività̀, dando visibilità̀ a utenze diverse
    • utilizza elevati standard artistici come opportunità̀ per far emergere talenti, opere, progetti e prodotti artisticamente validi;
    • propone inclusione sociale e sostenibilità̀ attraverso la diffusione delle attività̀ (laboratori e mostre) rivolte al pubblico allargato
    • costruisce legami significativi tra mondo profit e no profit, coinvolgendo il mondo della produzione e delle filiere di arte e artigianato di elevato contenuto qualitativo.

I workshop e le attività pianificate (visite guidate, installazioni dentro e fuori dal carcere, realizzazione di opere per gli spazi comuni all’interno dell’Istituto e progetti di riqualifica delle aree comuni di pertinenza della Casa di reclusione destinate alle persone detenute), saranno destinate alle persone detenute all’interno della Casa di reclusione; la scelta dei partecipanti sarà frutto dell’interazione con la direzione e gli operator penitenziari della strutture che in funzione degli obiettivi specifici guideranno nell’individuazione dei soggetti beneficiari, includendo gli stessi operatori come parte attiva della pratica artistica. Ogni gruppo del target prescelto sarà composto da circa 15 persone, tra detenuti e operatori di diverse famiglie professionali (penitenziari, socio sanitari, giustizia e cultura), che saranno coinvolte attivamente in tutte le fasi ideative e produttive, e nelle uscite concordate. Il tipo di coinvolgimento e di azione sarà calibrato in base al gruppo di appartenenza: per le persone detenute dell’Ucciardone si prevedono interventi di riqualificazione degli spazi detentivi attraverso la formula del workshop con gli artisti; alcuni interventi si svolgeranno all’esterno e avranno una finalità “riparativa”, di risarcimento nei confronti della società con opere di pubblica utilità. Sono inoltre previste delle attività (visite guidate nei musei) che prevedono, qualora possibile, il coinvolgimento delle famiglie sia dei detenuti che degli operatori. Inoltre all’interno delle strutture si organizzeranno delle lezioni di arte contemporanea, di diritto, delle proiezioni di film che saranno aperte alle diverse utenze, secondo le modalità stabilite dalla direzione del Carcere.

I destinatari indiretti sono tutte le persone che gravitano all’interno e all’esterno delle strutture detentive (detenuti, operatori penitenziari, socio sanitari, familiari), che saranno coinvolti in tutte le uscite comunicative del progetto (presentazioni, mostre), prevedendo, laddove possibile, anche l’inclusione di famiglie nelle visite guidate. Ugualmente, tutti i partner del progetto (istituzioni e rete dei musei), faranno da cassa di risonanza per la comunità interna ed esterna di ogni realtà, contribuendo a un significativo ampliamento dei pubblici , anche in vista di azioni che daranno visibilità ad ogni partner del network. Ogni tappa progettuale dedicata alle tre utenze sarà scandita da eventi e da presentazioni che rafforzeranno l’opera di disseminazione e di comunicazione sul territorio dagli interventi sostenuti da Spazio Acrobazie. Trattandosi di una pianificazione progettuale multi stakeholder i destinatari indiretti si estendono a diverse fasce della popolazione che possono essere raggiunte anche attraverso una comunicazione capillare del progetto.

Obiettivi generali:

  1. Utilizzare la pratica artistica come strumento di interazione e di scambio fra mondi solitamente rigidamente separati (cultura, salute, giustizia, impresa), sia lavorando internamente con il gruppo misto di operatori (penitenziari, socio sanitari, culturali e i detenuti) che attraverso partnership in grado di creare una rete stabile per nuovi modelli di policy che prevedano la progettazione integrata tra differenti aree politiche (politiche sanitarie, culturali, territoriali, produttive.)
  2. Promuovere, attraverso la produzione artistica, un’immagine nuova del carcere associata alla bellezza e alla creatività, anche attraverso la riqualificazione degli spazi e l’apertura al territorio e alla comunità.
  3. Generare consapevolezza sulle potenzialità del welfare culturale e sul binomio cultura e salute come opportunità di coesione sociale

Obiettivo specifico:

Attivare “presidi artistici/creativi” sia all’interno delle carceri cittadine che all’esterno, per coinvolgere oltre ai detenuti del Carcere Ucciadone nuove fasce della popolazione, prima fra tutte le famiglie delle persone detenute. Utilizzare l’arte e la creatività come occasione di formazione, di riqualificazione degli spazi detentivi e come formula produttiva in grado di migliorare l’immagine e il posizionamento di quanto prodotto dal sistema carcerario.

Impatto sociale ed economico sul territorio:

Utilizzando la pratica artistica come strumento di interazione e di scambio fra mondi solitamente rigidamente separati, il progetto offre occasioni di integrazione e di comunicazione tra il dentro e il fuori, tra le istituzioni e il territorio. Questa visione olistica genera un impatto sociale che ha ricadute positive sugli attori interni alla comunità penitenziaria, incluse le famiglie di operatori e detenuti, che sui diversi stakeholder del progetto: il mondo della sanità, della cultura, della giustizia e della produzione. Inoltre coinvolge attivamente persone e gruppi svantaggiati difficili da raggiungere, proprio gli stessi stessi soggetti che statisticamente hanno maggiori rischi di avere una cattiva salute e di maturare tendenze anti sociali. Il progetto si presta a generare impatti interni ed esterni, a partire dalla misurazione del benessere delle diverse famiglie della popolazione carceraria, che sarà valutato attraverso interviste e questionari tesi a rilevare in che modo l’arte e la creatività possano incidere sul tono dell’umore, sul miglioramento delle relazioni, nell’acquisizione di soft skill e nella crescita di autostima da parte di tutti gli attori coinvolti nell’intervento artistico. Inoltre le mostre, le opere d’arte, gli oggetti prodotti, la stessa riqualificazione di luoghi interni ed esterni al carcere, creano attraverso la dimensione estetica una comunicazione valoriale che può favorire processi di “riconciliazione” tra le parti in causa, facilitando la creazione di partnership virtuose all’interno delle filiere di arte e artigianato. Utilizzando la pratica artistica come strumento di interazione e di scambio fra mondi solitamente rigidamente separati, il progetto offre occasioni di integrazione e di comunicazione tra il dentro e il fuori, tra le istituzioni e il territorio. Questa visione olistica genera un impatto sociale che ha ricadute positive sugli attori interni alla comunità penitenziaria, incluse le famiglie di operatori e detenuti, che sui diversi stakeholder del progetto: il mondo della sanità, della cultura, della giustizia e della produzione. Inoltre coinvolge attivamente persone e gruppi svantaggiati difficili da raggiungere, proprio gli stessi stessi soggetti che statisticamente hanno maggiori rischi di avere una cattiva salute e di maturare tendenze anti sociali. Il progetto si presta a generare impatti interni ed esterni, a partire dalla misurazione del benessere delle diverse famiglie della popolazione carceraria, che sarà valutato attraverso interviste e questionari tesi a rilevare in che modo l’arte e la creatività possano incidere sul tono dell’umore, sul miglioramento delle relazioni, nell’acquisizione di soft skill e nella crescita di autostima da parte di tutti gli attori coinvolti nell’intervento artistico. Inoltre le mostre, le opere d’arte, gli oggetti prodotti, la stessa riqualificazione di luoghi interni ed esterni al carcere, creano attraverso la dimensione estetica una comunicazione valoriale che può favorire processi di “riconciliazione” tra le parti in causa, facilitando la creazione di partnership virtuose all’interno delle filiere di arte e artigianato.

Maggiori dettagli sull’evento saranno disponibili prossimamente sui canali social e sui siti di
www.fondazionesicilia.it

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