Restart 2026, al via il progetto della Fondazione Carisal tra arte contemporanea, sostenibilità e giovani

Al Complesso San Michele di Salerno una mostra dedicata all’upcycling, laboratori, incontri e un premio per artisti emergenti

Prende ufficialmente il via “restart 2026”, il progetto promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana che mette in relazione arte contemporanea, sostenibilità ambientale e partecipazione giovanile.

Giunta alla sua terza edizione, l’iniziativa propone una riflessione sul rapporto tra ambiente, consumo e responsabilità collettiva, concentrandosi sul tema dell’upcycling, il processo creativo attraverso cui materiali e oggetti destinati allo scarto vengono recuperati e trasformati in nuove forme di espressione, memoria e valore.

Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Campania, nell’ambito del Piano per la promozione culturale 2026, e con il sostegno di Banca Patrimoni Sella & C. e Fondazione Banco di Napoli.

Una rete di istituzioni e partner per restart 2026

“Restart 2026” ha ottenuto il patrocinio del Comune di Salerno e della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Sud e delle Isole.

Il progetto è sviluppato in collaborazione con l’Associazione Collaterart e la Galleria Umberto Di Marino di Napoli, in partenariato con:

  • Università degli Studi di Salerno;
  • Bimed;
  • Legambiente Campania APS.

Media partner dell’iniziativa è Unisound, la web radio dell’Università degli Studi di Salerno.

La rete di collaborazioni contribuirà alla realizzazione di un programma articolato, capace di coinvolgere il pubblico, le scuole, l’università, gli artisti e i giovani del territorio.

“Il (S)OGGETTO ritrovato”, la mostra di Eugenio Tibaldi

Fulcro di restart 2026 sarà la mostra “Il (S)OGGETTO ritrovato”, curata da Fabio Avella e ospitata negli spazi del Complesso San Michele di Salerno dal 3 ottobre al 3 novembre 2026.

Protagonista del percorso espositivo sarà Eugenio Tibaldi, artista italiano la cui ricerca affronta i temi della marginalità, delle trasformazioni urbane e del rapporto tra economia, territorio e paesaggio.

La mostra raccoglierà circa quindici installazioni realizzate attraverso materiali recuperati e oggetti abbandonati. Elementi sottratti al loro destino di rifiuti verranno trasformati in opere capaci di raccontare nuove storie e di interrogare il pubblico sul valore delle risorse, sui modelli di consumo e sulle possibilità di rigenerazione della materia.

L’esposizione restituirà così dignità allo scarto, mostrando come ciò che appare inutilizzabile possa acquisire una nuova funzione culturale, simbolica e sociale.

Il dialogo tra arte e letteratura nel segno di Grazia Deledda

Una delle caratteristiche centrali di restart 2026 sarà il dialogo tra arte contemporanea e letteratura costruito attorno alla figura di Grazia Deledda.

L’iniziativa si inserisce nel doppio anniversario dei cento anni dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura e dei novant’anni dalla scomparsa della scrittrice sarda.

La ricerca artistica di Eugenio Tibaldi sarà messa in relazione con l’universo narrativo di Deledda, con particolare attenzione alle realtà marginali, alla resilienza e alla possibilità di trasformare la fragilità in un’occasione di riscatto.

In questa prospettiva, l’upcycling diventa la traduzione visiva di una speranza simile a quella che attraversa le pagine di Canne al vento: anche ciò che appare consumato, dimenticato o privo di valore può ritrovare significato, identità e futuro.

Talk, visite guidate e attività dedicate alla sostenibilità

“Restart 2026” non sarà soltanto una mostra, ma un vero e proprio laboratorio culturale aperto alla città e al territorio.

Accanto all’esposizione saranno organizzati:

  • talk con artisti, studiosi ed esperti di sostenibilità;
  • visite guidate;
  • attività rivolte alle scuole e alle università;
  • incontri dedicati all’economia circolare;
  • approfondimenti sulla rigenerazione urbana.

Il progetto intende così promuovere una partecipazione attiva, utilizzando l’arte contemporanea come strumento per diffondere consapevolezza sui temi ambientali e favorire nuovi modelli di responsabilità collettiva.

“Giardino Abusivo”, il laboratorio con Eugenio Tibaldi

Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani attraverso il laboratorio creativo “Giardino Abusivo”, ideato e condotto da Eugenio Tibaldi.

L’attività coinvolgerà trenta ragazzi di Salerno e della provincia, chiamati a partecipare alla progettazione e alla realizzazione di un’installazione collettiva.

L’opera prodotta durante il laboratorio entrerà a far parte della mostra, permettendo ai partecipanti di confrontarsi direttamente con un artista e di contribuire alla costruzione del percorso espositivo.

Il laboratorio rappresenterà un’occasione di formazione, sperimentazione e partecipazione, capace di avvicinare le nuove generazioni ai temi dell’arte, del riuso e della sostenibilità.

Premio “Canne al vento” per artisti emergenti

Ai giovani sarà dedicato anche il Premio “Canne al vento”, concorso rivolto ad artisti emergenti chiamati a realizzare opere attraverso l’impiego di materiali di recupero.

L’obiettivo è promuovere nuovi linguaggi creativi e contribuire alla diffusione di una cultura della sostenibilità, valorizzando il talento e la capacità di trasformare lo scarto in una risorsa artistica.

Le domande di partecipazione potranno essere presentate dal 30 luglio al 16 ottobre 2026, entro le ore 18:00.

Le modalità di partecipazione e gli aggiornamenti sull’iniziativa saranno pubblicati sul sito della Fondazione Carisal.

Vernissage e conferenza stampa il 3 ottobre

Il programma completo della mostra, degli incontri pubblici, del laboratorio “Giardino Abusivo” e del Premio “Canne al vento” sarà presentato prossimamente insieme ai partner istituzionali e culturali del progetto.

La conferenza stampa e il vernissage della mostra sono in programma il 3 ottobre 2026 presso il Complesso San Michele di Salerno.

L’esposizione resterà aperta fino al 3 novembre 2026.

Credendino: “La sostenibilità è una scelta culturale”

«Il progetto restart nasce dalla convinzione che la cultura possa contribuire concretamente ad affrontare le grandi sfide del nostro tempo», sottolinea il presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino.

«La sostenibilità non riguarda soltanto l’ambiente, ma investe il nostro modo di guardare le cose, di abitare i luoghi e di costruire relazioni. L’arte contemporanea diventa così uno strumento capace di generare consapevolezza, partecipazione e nuove prospettive per il futuro».

«Con restart 2026 vogliamo dimostrare che la sostenibilità non è soltanto una pratica ambientale, ma una scelta culturale. Recuperare un oggetto, valorizzare un luogo, coinvolgere un giovane, mettere in dialogo arte e letteratura significa costruire una comunità più consapevole, inclusiva e capace di immaginare il futuro».