Grande partecipazione in Fondazione dei Monti Uniti di Foggia per l’incontro dedicato ai nuovi equilibri geopolitici mondiali
Una sala attenta e partecipe ha accolto mercoledì 20 maggio, nella sede della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, l’analista geopolitico Alessandro Aresu, ospite del ciclo “Think, write, lead”, per la presentazione del volume La Cina ha vinto (Feltrinelli, 2025).
A dialogare con l’autore è stato il giornalista Enrico Ciccarelli, in un confronto che ha attraversato temi geopolitici, economici, tecnologici e culturali legati ai nuovi equilibri mondiali e al rapporto tra Stati Uniti e Cina, all’indomani del recente summit tra le due superpotenze.
Alessandro Aresu: tecnologia, geopolitica e competizione globale
L’incontro, aperto dai saluti istituzionali del presidente della Fondazione dei Monti Uniti, Filippo Santigliano, e introdotto dal vicepresidente Alfonso De Pellegrino, ha offerto al pubblico un’approfondita riflessione sulle trasformazioni globali in corso e sulla crescente centralità della Cina nello scenario internazionale.
Nel corso della serata, Alessandro Aresu ha spiegato la genesi del suo libro, soffermandosi in particolare sulla figura di Wang Huning, tra i più influenti dirigenti del Partito Comunista Cinese e considerato uno dei principali teorici della strategia politica della Repubblica Popolare.
«Ho scritto una serie di libri che riguardano il rapporto tra Usa e Cina attraverso alcune coordinate storiche e studiando le aziende tecnologiche. Questo libro è più narrativo, perché volevo raccontare la figura di Wang Huning», ha spiegato Aresu durante l’incontro.
“La Cina ha vinto”: il significato del titolo
Nel corso del dibattito, l’autore ha chiarito anche il senso del titolo del volume, nato da una frase pronunciata nel 2025 da Michael Froman, presidente del Council on Foreign Relations, uno dei più importanti think tank statunitensi.
Secondo Aresu, per la prima volta gli Stati Uniti stanno percependo concretamente il rischio di un declino rispetto a una potenza che partecipa pienamente al mercato globale, in una competizione che riguarda:
- tecnologia;
- manifattura;
- intelligenza artificiale;
- industria;
- visione strategica.
Dalla “trappola di Tucidide” alla sfida tecnologica
Ampio spazio è stato dedicato al concetto della cosiddetta “trappola di Tucidide”, teoria resa celebre dal politologo Graham Allison sull’inevitabilità del conflitto tra potenze emergenti e dominanti.
Ripercorrendo la storia economica dell’Asia orientale, Aresu ha ricordato come negli anni Ottanta gli Stati Uniti vedessero nel Giappone il principale concorrente economico globale, sottolineando però come la Cina rappresenti oggi una realtà completamente diversa per dimensione, capacità produttiva e peso strategico.
La forza della Cina e il senso della storia
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il rapporto tra cultura, storia e strategia politica nella visione cinese del mondo.
Secondo Aresu, la forza della Cina risiede nella capacità di mantenere uno sguardo lungo sulla storia e sulle trasformazioni geopolitiche. Nel corso dell’incontro ha infatti richiamato alcune dichiarazioni del presidente Xi Jinping sul valore della civiltà cinese e sul rapporto tra tradizione, modernizzazione e potenza globale.
Dalla rivoluzione industriale cinese alla Huawei
L’analista ha inoltre approfondito le trasformazioni economiche avviate da Deng Xiaoping alla fine degli anni Settanta, soffermandosi sulla crescita delle grandi aziende tecnologiche cinesi e sul ruolo della manifattura nella nuova competizione globale.
Nel corso del dibattito, Aresu ha ricordato come città come Shenzhen siano diventate simbolo dello sviluppo industriale e tecnologico cinese, evidenziando al tempo stesso le profonde contraddizioni sociali e produttive che accompagnano questa crescita.
Un confronto sui nuovi scenari mondiali
L’incontro si è concluso con numerose domande del pubblico e con un ampio confronto sui nuovi scenari geopolitici internazionali, confermando il successo del ciclo “Think, write, lead” promosso dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia.
La serata ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento sui grandi cambiamenti che stanno ridefinendo il mondo contemporaneo, tra innovazione tecnologica, trasformazioni economiche e nuovi equilibri di potenza tra Oriente e Occidente.


