Cineteca Sarda, 60 anni di attività: a Cagliari due giornate dedicate al futuro degli archivi audiovisivi

Celebrazioni per i 60 anni della Cineteca Sarda a Cagliari dedicate agli archivi audiovisivi

Il 23 e 24 ottobre la Fondazione di Sardegna ha ospitato il convegno nazionale dedicato alla storia della Cineteca Sarda e alle nuove sfide della conservazione cinematografica

La storia della Cineteca Sarda e il futuro degli archivi audiovisivi sono stati al centro del convegno nazionale “Cineteca Sarda e le cineteche italiane: prospettive e futuro”, svoltosi il 23 e 24 ottobre a Cagliari nella sede della Fondazione di Sardegna, in via San Salvatore da Horta 2.

L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito delle celebrazioni per i 60 anni della Cineteca Sarda della Società Umanitaria, offrendo l’occasione di ripercorrere il lavoro dell’istituzione fondata nel 1966 e di riflettere sulle trasformazioni che interessano conservazione, restauro e valorizzazione del patrimonio cinematografico.

Sessant’anni di immagini e memoria della Sardegna

In sessant’anni di attività, la Cineteca Sarda ha raccolto e conservato un patrimonio di immagini e documenti audiovisivi che raccontano la storia culturale, sociale e antropologica dell’isola.

Accanto al lavoro di conservazione, l’istituzione ha sviluppato nel tempo attività di ricerca, formazione e diffusione della cultura cinematografica, contribuendo alla conoscenza della Sardegna attraverso le immagini e il cinema.

Il convegno ha quindi rappresentato anche un momento per riflettere sul ruolo che gli archivi audiovisivi svolgono nella costruzione della memoria collettiva e nella documentazione delle trasformazioni di una comunità.

La prima giornata tra storia della Cineteca e memoria collettiva

La giornata di venerdì 23 ottobre si è aperta con gli interventi dell’assessora regionale alla Cultura Ilaria Portas, del sindaco di Cagliari Massimo Zedda e del direttore della Fondazione Società Umanitaria Sardegna Paolo Serra.

A seguire è stato proiettato il documentario “Nuovo pubblico: 15 anni in 16 millimetri”, realizzato da Maria Piera Mossa nel 1981.

La sessione del mattino è stata dedicata a Fabio Masala e alla nascita della Cineteca Sarda, con il contributo di studiosi, critici e protagonisti della cultura cinematografica isolana.

Il confronto ha approfondito il valore degli archivi audiovisivi come strumenti capaci di conservare e restituire le trasformazioni sociali e culturali della Sardegna.

Digitalizzazione, restauro e progetti per le scuole

Nel pomeriggio del 23 ottobre i lavori sono proseguiti con un approfondimento sulle attività attuali della Cineteca.

Al centro dell’attenzione gli archivi, i laboratori di digitalizzazione e restauro, il cinema di famiglia e i progetti rivolti alle scuole.

Sono state inoltre presentate le esperienze della Fabbrica del Cinema di Carbonia, del Centro Servizi Culturali di Alghero e del Laboratorio di Antropologia visuale di Sassari.

La giornata si è conclusa con le testimonianze di registi, autori e operatori culturali sardi, offrendo un quadro ampio delle esperienze legate alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio audiovisivo dell’isola.

Il futuro degli archivi audiovisivi

Sabato 24 ottobre il confronto si è spostato sulle prospettive future degli archivi audiovisivi e sulle nuove sfide della conservazione cinematografica.

Ai lavori hanno partecipato rappresentanti delle principali cineteche italiane, tra cui quelle di Bologna, Milano e del Friuli, insieme al Museo Nazionale del Cinema di Torino, alla Cineteca Nazionale e all’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

Tra i temi affrontati, il rapporto tra patrimonio originale e digitalizzazione, l’accessibilità degli archivi e le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dall’intelligenza artificiale.

Cinema di famiglia, nuove tecnologie e progetto NARA

Uno degli aspetti approfonditi durante il convegno ha riguardato il cinema di famiglia, importante fonte per la ricostruzione della memoria privata e collettiva.

Spazio anche al progetto NARA, dedicato alla gestione e all’accessibilità digitale del patrimonio audiovisivo.

Il confronto ha così messo in relazione il valore dei materiali originali con le possibilità offerte dagli strumenti digitali, interrogandosi su come rendere gli archivi sempre più accessibili senza perdere il legame con la loro storia e con i supporti sui quali sono stati conservati.

Il cineconcerto “Cainà. L’isola e il continente”

Le celebrazioni si sono concluse sabato 24 ottobre nell’Auditorium del Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari con il cineconcerto “Cainà. L’isola e il continente”.

Il film muto del 1922, diretto da Gennaro Righelli e interpretato da Maria Jacobini, fu ritrovato nel 1990 presso la Cineteca di Praga e successivamente restaurato.

Nel 1995 venne presentato a Cagliari con musiche originali composte da Mauro Palmas.

A oltre trent’anni di distanza, il progetto è stato riproposto con l’esecuzione dal vivo delle musiche dello stesso Palmas, accompagnato da un ensemble di musicisti e da un quartetto d’archi.

Sessant’anni di Cineteca Sarda tra memoria e futuro

Le due giornate hanno permesso di celebrare un anniversario importante guardando contemporaneamente alla storia e alle prospettive future degli archivi audiovisivi.

I 60 anni della Cineteca Sarda diventano così un’occasione per ribadire il valore della conservazione delle immagini come patrimonio culturale, ma anche per interrogarsi sui nuovi strumenti necessari a renderle accessibili, leggibili e utilizzabili dalle generazioni future.